Expocook a Palermo

davVino come alimento, vino come interscambio, vino come parte di un sistema produttivo che guarda alla materia prima e al suo trattamento.

All’interno di ExpoCook, la manifestazione che per il terzo anno invade Palermo e quest’anno alla fine di febbraio ha preso largo spazio presso i padiglioni della Fiera del Mediterraneo, il vino è stato protagonista di una serie di degustazioni coordinate dallo staff di Cronache di Gusto.

Un pubblico folto e curioso ha seguito gli incontri guidati da Federico Latteri che hanno attraversato zone più blasonate o appartate del vino, sempre all’insegna della qualità. Grillo, Etna rosso, Soave, Fontanafredda, Catarratto e i rosati di Puglia sono stati i temi delle masterclass in una concentrazione che vede, naturalmente, la Sicilia e il Sud protagonisti in casa, ma che guarda proprio all’inserimento dei territori nel mercato e nella cultura enogastronomica di oggi e del futuro.
Aziende famosissime e nomi che ora vanno trovando il loro spazio si sono contesi gli assensi dei presenti e hanno scolpito le regioni di provenienza. Esemplare in questo senso l’incontro più affollato, quello sull’Etna, che ricalca le orme di una recente guida del territorio. Le bottiglie (del 2015 più un intruso del 2014) sono state suddivise per le contrade che rappresentano (Feudo di Mezzo, Rampante e Santo Spirito), suggerendo percorsi e sottotrame gustolfattive, dall’eleganza di Tenuta delle Terre Nere e Pietradolce fino all’urgenza minerale Wiegner-Puccetti e Graci.

davIn questo piano di compenetrazione tra vino, cibo e bevande della ristorazione moderna, si inseriscono anche i focus sulla birra guidati da Maurizio Artusi, che ha messo a fuoco proprio l’intersezione tra nettare di Bacco e nettare di Cerere attraverso l’incontro con due realtà diversissime: la cantina Porta del Vento di Camporeale per i suoi vini frizzanti, quasi metodo classico, a base ora di Catarratto, ora di Perricone e targati “Voria” (divertenti e piacevolissimi mix di suggestioni) e il birrificio Chinaschi di Salemi, che produce a base di grandi antichi siciliani e produce anche una bottiglia con l’aggiunta di Zibibbo.

Sfide alla tradizione e insieme progetti di aderenza al territorio.

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