Gli abbinamenti del sommelier

(415 parole)

Leggo frequenti commenti ironici, quando non polemici, sugli abbinamenti suggeriti dai sommelier. Il sarcasmo che accompagna qualunque competenza professionale organicamente acquisita non poteva che scagliarsi su chi si occupa di vino.

TastevinPosto che ci sono sommelier preparati o ignoranti, sensibili o meno, francamente è lo sparo nel mucchio che mi lascia di stucco. Nella categoria, dalle più diverse scuole, ci sono professionisti preparatissimi. E allora, in nome di chi studia, si aggiorna, si muove, chiariamo un paio di punti.

Per esempio: un suggerimento dato per telefono mentre siete alla cassa, su ricette descritte sommariamente, sbuffando per il fastidio alle domande che vi rivolgiamo cercando di ascoltarvi, ha buona probabilità di essere approssimativo.

Poi: se un sommelier vi ha capiti (o almeno crede) e vi propone una bottiglia particolare e realistica, non è molto sensato lamentarsi se fate di testa vostra comprando un’altra etichetta solo perché costa di meno o perché vi annoia andare nel quartiere accanto a prendere quel vino.

Chiediamo sempre quale sia la situazione, quali le zone che potete realisticamente raggiungere e le cifre che volete spendere. Nessuno vi rimprovererà mai se non volete comprare un Sassicaia 1999, credetemi. Io, per esempio, purtroppo non me lo posso permettere: me ne faccio una ragione e bevo benissimo.

Ma chiariamoci: se l’esigenza è di fare bella figura e dopo aver trovato una soluzione, andate al discount sotto casa prendendo qualcosa che somiglia vagamente a quel che ricordate, magari considerate che le fregature si basano sulle somiglianze: sono la regola del mercato, non su una défaillance (sempre possibile) del sommelier.

VinoInfine ci sono quelli che ti chiedono “Il Vino Buono”. Come se tutte le considerazioni che se ne possono fare attorno fossero dettagli. Come se il tentativo di profilare l’interlocutore fosse un’inutile perdita di tempo. Come se il vino buono non fosse fatto da esseri umani per esseri umani che interagiscono.

Il sommelier è un comunicatore del vino ed è una persona. Sbaglia qualche colpo? Cambiatelo e/o ditegli di studiare, di ascoltarvi meglio, di ragionare con più criterio, di fare le domande giuste, perché non è compito vostro dirci tutto, è impegno nostro capirlo o intuirlo. Ma parlateci, non inserite dati: non siamo né juke-boxapp.

Il vino giusto nasce dal pasto, dalla situazione, dal dialogo; dal cielo, dalla storia che ci lega, dalla forza che fa di un incontro un momento di benessere. Provate ad ascoltarci oppure ordinate il vostro vino, non importa perché. Saremo sempre felici di servirvelo e di provare a rendere speciale l’occasione.

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