Rosso del Conte – Su una verticale di eccellenza

Rosso del ConteMolte aziende agricole si sono affermate nell’ultimo ventennio in Sicilia: ma poche etichette rappresentano l’eccellenza nel tempo. La verticale di Rosso del Conte, che si è tenuta lo scorso 18 dicembre presso il ristorante Oste dello Stabile di Palermo, ha dimostrato che le eccezioni non rimangono casi isolati, ma aprono la strada a un’enologia di qualità. E che la grandissima riserva di Tasca d’Almerita sia una fuoriclasse, figlia di passione, progettualità e lungimiranza, l’hanno appurato tutti i partecipanti a una degustazione che ci ha portati a scoprire in sequenza 4 annate: 2014, 2007, 2000, 1998. Il vino, blend di PerriconeNero d’Avola, 18 mesi di barrique e 18 mesi di bottiglia prima della messa in commercio, è prodotto nella tenuta Regaleali. Pensato nel ’70, due anni dopo il Sassicaia, con un divertente calembour, Corrado Maurigibrand ambassador di Tasca d’Almerita, lo definisce un super-tascan.

Per valorizzarne le qualità, Daniele Napolitano, chef del ristorante, ha progettato un menu tutto nuovo. A un tris di carne vaccina, puntando sulla freschezza del limone e del finocchio, abbia il vino più giovane: ma il 2014 ha una sua personalità spiccata, che presenta importanti note terziarie, pur nello sprint mentolato e nella grande bevibilità. Strepitoso l’abbinamento del raviolone di suino nero con asparagi selvatici e fonduta di ragusano con il 2007: un vino struggente, di cui ci si innamora, che vede prevalere un naso più toscaneggiante di tabacco e correnti marine. Con il 2000 ci troviamo di fronte al picco di qualità tra le annate, quella che meglio salda la freschezza balsamica con i toni maturi e scuri dei terziari che ben sposano i ditali di Tumminia alla glassa di agnello e scaglie di tartufo nero. Per parte sua, lo stracotto di cinghiale con funghi di bosco e frascatula affronta il vino più maturo, il 1998, definito un’annata “classica”, in apparenza più esile, ma signorile e persistente.

Nelle diverse espressioni di un vino che fa storia, il pubblico ha senz’altro riconosciuto continuità, carattere e una leggiadria invidiabile: la stoffa dei classici.

Tasca d’Almerita
Ristorante Oste dello Stabile

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