Casale del Giglio, Petit Verdot 2014

(320 parole)

Se affondi il naso in questo opulento Petit Verdot, l’aspetto che predomina è il ventaglio dei terziari. Su una carta complessa e pastosa si gioca questa mia esperienza con l’Azienda Agricola Casale del Giglio, tra le più rilevanti di una regione – il Lazio – non rinomatissima per i suoi vini. Siamo ad Aprilia (Latina) e la ricerca sui vitigni importanti della Francia è alla base di un vino di fascia “base”, ma già ricchissimo.

Casale del Giglio - Petit Verdot 2014

Rubino quasi compatto. limpido e molto consistente, si fa apprezzare per il suo “peso”: nel calice, non ha la veracità del Marchese del Grillo, né la sicumera del Marchese di Forlimpopoli nella Locandiera di Goldoni: “Io son chi sono”. Eppure, un che di rustico – di autenticamente “agricolo” – c’è nel tono vegetale che sottostà alla ricchezza fruttata di marasca e bacche rosse mature, magari sotto spirito. Sono due anime contrastanti che definiscono un profilo riconoscibile, abbastanza maturo e armonioso, che si sublima nel bouquet di terziari: il legno in cui affina (dagli 8 ai 12 mesi) si sente, ma è ammorbirdito dall’affinamento (6 mesi) in bottiglia.

Cioccolato, liquirizia, tabacco e caffè, in ordine di importanza, i sentori evolutivi principali, per concludersi con una nota “cioccolattosa” che riconosco spesso nel Merlot, ma diversissima. Abbastanza fresco (parliamo di un 2014), sicuramente molto sapido, di salmastra piacevolezza. Tannini dalla trama vellutata, morbida, ma non inconsistente. Intenso e, con un lento sfumare, anche lungo: a dire il vero, in bocca rimane un che di cinerino – vagamente ammandorlato – che bilancia la marasca e la composta di frutta rossa che si sviluppa nel sorso, chiudendolo con un tocco asciutto e virile, come un sigaro fumato dopo cena davanti a un camino.

Questo Petit Verdot fa pregustare qualcosa di ancora più complesso – intanto accompagna une bella cena in famiglia (una minestra di legumi, pasta al ragù o una costata di carne rossa con patate). Un bel vino rosso da godersi al pasto a prezzo abbordabile (sui 10 euro a scaffale).

Casale del Giglio

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