La Monacesca, Verdicchio di Matelica, Mirum 2015

(300 parole)

La Monacesca - Mirum Verdicchio di Matelica Riserva 2015Abituati come siamo al Verdicchio dei Castelli di Jesi, riconosciamo oggi (in ginocchio, prego!) la pari grandezza dell’altro tesoro bianco delle Marche. Il Verdicchio di Matelica può esprimersi in modi incantevoli, pur senza ambire all’esplosione fragrante, esotica e seducente del fratello costiero. D’accordo, abbiamo barato: non abbiamo preso un’etichetta qualsiasi, ma una ormai storica, una di quelle che fanno grande il vitigno anche senza controstorie, percorsi paralleli e vicende più o meno romanzesche. La Monacesca, cantina sita nell’Alta Valle dell’Esino, in provincia di Macerata (e, in parte, di Ancona), da molti anni ha ormai il suo cavallo di battaglia in questo Mirum, di cui beviamo oggi il frutto della vendemmia 2015.

L’aspetto straordinario è riuscire a riconoscere il vitigno e insieme affrontare un vino completamente diverso dalle regioni che danno a oriente. Ci sono la mandorla, un agrumato che spazia dalla zagara matura al cedro e soprattutto un’intensissima componente minerale, che investe il degustatore a una prima olfazione per non abbandonarlo più e sembra portare verso altre direzioni e perfino altre latitudini. In bocca è asciuttissimo – quasi austero – e caldo (13,5% vol., dice l’etichetta, ma forse anche 14%), di una freschezza che subito si risolve in sapidità ricca di uno sviluppo di erbe aromatiche secche e persiste a lungo con un retrogusto che sconfina in frutta a guscio tostata.

Il Mirum è la riserva della cantina ed è prodotto in un vigneto ristretto su terreni argillosi con bassissima densità d’impianto e solo nelle grandi annate. Il suo pregio è l’equilibrio straordinario, mentre un’ulteriore evoluzione in vetro (oltre ai sei mesi da disciplinare) porterà forse a un’ancora maggiore profondità, ma lo scoprirò alla prossima bottiglia in cantina. Al momento, lo berrei volentieri con un ricchissimo aperitivo al tramonto in terrazza, in compagnia di un buon amico, o con un’anatra con delicata salsa d’arancia.

La Monacesca

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