Eh bien, Champagne!

(372 parole)

Corbon Grand Cru 2005Immagina come sarebbe una vita tutta spumeggiante! Qualcuno potrebbe protestare “la superficialità!”, ma le bollicine fanno un lungo percorso nel calice per arrivare in superficie e quello che si vede con uno sguardo distratto, dall’alto del cruccio in basso, è solo la manifestazione più divertente ed effimera. Se ti metti a tu per tu con lo Champagne, le cose sono molto diverse e c’è una lunga storia di cui tener conto. Questa storia l’ha raccontata Maria Antonietta Pioppo, lo scorso 25 febbraio, al 13 Bootleg, per un’introduzione al brillante mondo del vino più conosciuto al mondo.

Quattro bottiglie per introdurre i partecipanti alle diverse espressioni del vino spumante che ha  contribuito a fare la storia e il mito della Francia, generando migliaia di aneddoti e di boutade. Già, perché nonostante il costo, o appunto proprio per il costo non popolare, lo Champagne è associato allo star system e all’abbondanza, non alla spesa o alla privazione. È talmente compagno di una vita rappresentata come interminabile festa, che spesso l’aspetto emotivo ci fa dimenticare le diverse potenzialità espressive di un territorio unico, a lungo l’insenatura più settentrionale dove si produceva vino.

E allora vediamo cosa ci può offrire la regione di Reims. Tre i millesimati: ouverture con il Taittinger Brut 2012, la quintessenza di ciò che ci si aspetta dallo Champagne, blend di ChardonnayPinot nero, tagliente nelle note minerali al naso e al palato, quanto delicato nel corredo olfattivo. Segue il mio preferito della serata, il Corbon 2005, un blanc de blancs di straordinario carattere, elegante morbido in bocca, dai sentori quasi liquorosi con un bouquet più ampio, molto fine e persistente. Il Pommery Grand Cru Royal 2006, altro blend dei due vitigni principe della Champagne, coniuga la verticalità gessosa del primo alla maggiore ricchezza aromatica del secondo.

Billecart-Salmon Brut ReserveInfine, quasi a sfidare la sorte e le attese, il Billecart-Salmon Brut Reserve: un entry-level non millesimato che include anche la terza uva principale del territorio, il Pinot Meunier, profumato di fiori e di frutta che in bocca si fa matura e rende il sorso incredibilmente duttile, lunghissimo, capace di sfidare prove di abbinamento più impegnative. Grandissima serata, piena di sorprese e di idee, perfetta per orientare il neofita e per accogliere ospiti più navigati nel mondo dello Champagne.

Billecart-SalmonCorbonPommeryTaittinger

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