Tenute Rubino, Negroamaro 2011

(350 parole)

Ascolto volentieri Giuliano Sangiorgi e la sua band, ma confesso di non essere ancora un grande esperto di Negroamaro. Ne ho provato diverse versioni rosate (prossimamente su questi schermi!), ma voglio acquisire maggiore dimestichezza con la sua vinificazione in rosso. E comincio con questa bottiglia di Tenute Rubino del 2011. L’occasione è sempre la stessa, la degustazione tra colleghi dell’altra sera. È stato l’ultimo della serie, in una curiosa discesa dalla Lombardia – attraverso la Toscana – alla Puglia, dal bianco – attraverso il rosato – al rosso, dal meno al più alcolico, dal meno giovane al più giovane. Se ci fossimo messi d’accordo, non avremmo potuto pensare a una carta dei vini più aderente alla norma.

Tenute Rubino - Negroamaro 2011

Lo aspettavi, il ma, vero? Ecco, c’è. C’è che questo Negroamaro di sette vendemmie fa può ancora crescere. Sì, al colore è già in parte granato, c’è una decisa evoluzione verso gli odori terziari e i tannini sono molto ben integrati, ma la freschezza del vino lascia pensare a un’evoluzione notevole davanti a sé. Poco trasparente, è di bella luminosità e buona consistenza, si intuisce che è un bel vino. Il naso intenso e fruttato conferma il sospetto: piccole bacche rosse sotto spirito, prugne, frutta essiccata e composta vanno di pari passo con ginepro, pomodoro secco e un minimo di olive in salamoia, ma soprattutto con il tabacco: foglie che, in un primo momento, affiancano i sentori balsamici, per poi prevalere.

In bocca, è secco, morbido, caldo (13% vol.) e di gusto pieno, ma ancora sufficientemente equilibrato: sorprendente la spalla acida e bella la tessitura sapida, con questa frutta che in bocca va maturando come su una bella crostata autunnale con tanto di castagne e fumo del camino a riscaldare l’anima. Intensissimo, il Negroamaro 2011 di Tenute Rubino è molto lungo, ma con l’affinamento potrà guadagnarci in armonia. Al momento in cui scrivo, lo abbinerei a una pasta con fagioli e cotiche, pollo (o meglio ancora maiale) alle prugne o un petto d’anatra e patate. Piccola suggestione: magari mi sbaglio, ma mi chiedo cosa diventerebbero queste uve in vendemmia tardiva o passito.

Niente, ci vuole il vino per sognare.

Tenute Rubino

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