Guado al Tasso, Scalabrone 2013 e 2014

(366 parole)

Guado al Tasso - Scalabrone 2013 2014Un tempo, a Bolgheri non si credeva molto nella possibilità di fare grandi vini. Poi la storia di questo frammento di Maremma è cambiata e sono nati i Super Tuscans, che hanno spinto verso un’identificazione privilegiata con i vini rossi. Con il suo Bolgheri Rosato DOC di grande distribuzione, la tenuta di Guado al Tasso dei Marchesi Antinori torna in qualche modo a restituire un colore tipico a quel territorio, sia pure con i vitigni “internazionali” che hanno determinato la riscossa economica e culturale di Castagneto Carducci (LI). Ho avuto per le mani un Bolgheri Rosato del 2013 e del 2014: abbiamo un 40% di Cabernet Sauvignon, un 30% di Merlot e un altro 30% di Syrah. Ma i conti, anno dopo anno, non tornano.

Partiamo dal 2014. Il colore è brillante, tra il ramato e il buccia di cipolla carico; consistente al calice. Al naso, prevalgono i sentori di fiori un po’ appassiti e, come dice una mia collega con geniale intuizione, di pomodorini semisecchi. Ci sono le erbe aromatiche e una mineralità non proprio marcata o di carattere, con in più una folata di piccoli frutti rossi. Però l’intensità dei profumi in fondo si rivela poco sorprendente. In bocca, è fresco, sapido e restituisce le sensazioni floreali e fruttate dell’olfatto, ma sembra che durezze e morbidezze non si bilancino, bensì si appiattiscano nell’incontro: facciano perdere carattere e mordente al vino. Non è un vino sgradevole, anzi, meno che mai difettato: manca proprio l’attrattiva.

Andiamo indietro al 2013 e le cose cambiano in senso opposto a quello che ci si aspetterebbe. Molto più minerale e fruttato al naso: piccoli frutti rossi si accompagnano a una spinta salmastra ben individuabile, mentre freschezza e sapidità più spiccate, unite a un principio di astringenza e a una nota ematica, anche se orientano il sorso più in direzione delle durezze, gli conferiscono maggior carattere e grandissima beva. C’è un che di ruspante in questo vino, ma è una vivacità bella, che ben si addice a un certo temperamento toscano, verace e passionale. Ecco allora che lo Scalabrone diventa compagno di bei pranzi a base di pesce in guazzetto di pomodoro, un piatto di pasta con le triglie o direttamente anche di un bel cacciucco alla livornese.

Guado al Tasso

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