Una Perla del Garda 2016

(393 parole)

Avevo già bevuto Lugana e ricordo esattamente la sensazione di piacevolezza, se paragonata alle perplessità dei miei commensali, abituati al vociare festoso di vini più estroversi. Risuonava in particolare la delicatissima e polifonica eleganza, anche se i dettagli, le singole voci magari mi sfuggivano. Dunque, quando una collega (e amica) durante la degustazione periodica ha condiviso questa bottiglia, ero già felice e curioso, prima ancora di cominciare a bere canterellava l’attesa di un’esperienza piacevole. Pensa dopo!

Perla del Garda 2016 - Lugana - TurbianaSiamo in Lombardia, sul versante sud-occidentale del Lago di Garda, a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, sì, ma a una quarantina di km in linea d’aria da Verona. Il dialetto lombardo e quello veneto si incontrano per un territorio che si riconosce, senza confini, nell’uva Turbiana. Il Trebbiano di Lugana tradisce nel toponimo, zona un tempo paludosa, l’aspettativa di un vitigno che si pretende più o meno ubiquitario. Il territorio – morenico, calcareo e argilloso – caratterizza piuttosto questo vino bianco, che nel calice cresce in carattere ed espressività. pur mantenendo intatta l’eleganza di un tono pacato e nobile.

Giallo paglierino scarico, ma piuttosto luminoso – un vino così te lo aspetteresti volteggiare come un abito di seta a folate di vento freddo dell’inverno (hai presente, no?, Marilyn Monroe sulla griglia di ventilazione della metropolitana in Quando la moglie è in vacanza): invece è sostenuto, roteando nel calice, come accade a certi rossi (diciamo che ha il piglio di Katharine Hepburn in Improvvisamente l’estate scorsa: drammatico e risoluto). La stessa sorpresa abbiamo al naso: una media intensità non nasconde un carattere poliedrico e molto complesso. Alla mineralità di fondo, rocciosa e perfino iodata, si sommano l’ananas maturo, la zagara, il timo, un po’ di salvia.

In bocca domina l’età (è un vino del 2016): grandissima freschezza e un ritorno di altrettanto marcata sapidità non sbilanciano, bensì inquadrano un ingresso agrumato che sgrassa delicatamente. Al palato sì, è davvero intenso e anche qui si prende un’inattesa rivincita in termini di persistenza. È ancora giovane, ma come resisti al suo temperamento? Morbidissimo e beverino, non ti stanchi di scoprirlo sempre più profondo e interessante in aromi. Un aperitivo forse stona, a meno che non sia un “aperitivo da meditazione” (ci manca solo questo, eh?): l’intima promessa di un pranzo leggero per un edonismo paziente e maturo. Diciamo un riso alle erbe e una trota in cartoccio. Che ne dici, ti va?

Perla del Garda

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