Fondo Antico, Il Coro

(219 parole)

Fondo antico - Il coro

Profumatissimo, Il Coro di Fondo Antico, vendemmia 2016. Lo riconosci subito, che è un Grillo – ci mancherebbe. Un vitigno a bacca bianca così necessario a definire la viticoltura siciliana che fai l’abitudine alle sue diverse manifestazioni. Eppure i profumi al primo contatto inebriano. È lì che corre il naso, rompendo gli schemi della degustazione classica, a quel floreale iniziale seguito a ruota da un’importantissima nota di ananas maturo, quasi sciroppato. E poi il mare, che arriva a sorpresa con una folata di brezza mattutina che attraversi un prato di erbe aromatiche, con sbuffi balsamici, albicocche disidratate, mirto, miele di acacia e quel sentore di erba tagliata che così spesso riconosciamo nei vini prodotti da uve Grillo.

Giallo paglierino che tende ormai al dorato, brillante, ha una consistenza severa, tipica dei vini maturati sulle fecce. Ma è al sorso che se ne apprezza il corpo. Complici anche un’alcolicità importante (14% vol.), morbidezza e un corpo pieno, Il Coro avvolge la bocca con un contrappunto di voci diverse, non per forza in sintonia con l’olfatto e però energici ed eleganti. Freschezza e mineralità sono due momenti distinti del sorso, la seconda prevalendo sulla prima, specie nel ritorno retrolfattivo. Si devono preferire piatti ben strutturati, per far fronte alla persistenza del vino, ma non eccessivamente sapidi: da un involtino di pollo fino a una bolognese bianca con ragù di maiale.

Fondo Antico

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