Feudo Montoni, Rose di Adele 2016

(360 parole)

Ultimamente, curiosità e interesse per i vini rosati hanno conosciuto un incremento insolito, li trovo sempre più versatili e suggestivi. L’altro giorno, in enoteca, sono stato attirato dal siciliano Rose di Adele 2016 (siamo in provincia di Agrigento, nel territorio di Cammarata). Il nome di donna in etichetta allude a una storia: quella di Elio e Adele, i genitori di Fabio Sireci, titolare e responsabile della produzione di Feudo Montoni. Sul sito si trova la scheda tecnica del vino, ma niente più. È l’etichetta della bottiglia che riporta la promessa d’amore del marito alla moglie: “Per te, Adele, strapperò le spine e pianterò le rose…” e una data, 1967. Lavoro, passione e tenerezza.

Feudo Montoni - Rose di Adele 2016Qualità che, non a caso, presenta quest’essenza pregiata di Nerello Mascalese. Il colore è a metà tra il rosa tenue e il “buccia di cipolla”, più chiaro e luminoso sui bordi. Pulitissimo e consistente, è un calice di grande garbo e delicatezza. Al naso, il floreale della rosa (chissà perché, mi vengono in mente petali diffratti da cristalli di sale) smussa pietra bagnata, sabbia, erbe aromatiche e una speziatura di pepe bianco e rosa, sposandosi con un fruttato di fragoline schiacciate tra lingua e palato e altra frutta a buon grado di maturazione.

Al gusto, il Rose di Adele è secco, morbido e pieno, verticale: vi è una prima eco del floreale, come concentrato, e il lieve aspro della frutta. Si sente distintamente la presenza di tannini ben integrati che asciugano la bocca e conducono dritto alla gola il sorso, che si dissolve con buon calore alcolico (siamo sul 13% vol.), lasciando sul palato una patina sapida impalpabile. Più persistente che intenso, il Rose di Adele dà il meglio di sé nella retrolfattiva: allora, prevalgono il floreale e un fruttato quasi di caramella, con una suggestiva e carnale femminilità. Un bacio che si ricorda con la lingua e un brivido.

Su una tavola apparecchiata nel cortile erboso di una masseria (un guizzo improvviso, per prolungare la libertà della bella stagione), forse c’è una pasta condita con triglie di scoglio. Di sicuro, protette da soffici cardigan di lana, una di fronte all’altra, stanno due persone sorridenti che si guardano negli occhi.

Feudo Montoni

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