Graham’s, Porto Tawny 20 y.o.

(399 parole)

Spesso, parlarne a memoria consente di dire cose vere su un vino. O almeno: facendosi aiutare dallo scorrere dei ricordi. Il Porto Graham’s (che ci ha regalato un’amica per un’occasione speciale) suscita in me una serie di emozioni che non c’entrano niente con questo vino, o forse sono la ragione più valida per sceglierlo.

Grahams Porto Tawny 20yoÈ un Tawny invecchiato di 20 anni. Conosco tutte le versioni della serie (10, 20, 30, 40 anni), ma non ce n’è una che ci piaccia di più per potenza ed equilibrio. Qualunque cosa voglia dire “vino da meditazione”, alla cui categoria certo si dovrebbe ascrivere, non potrei mai berlo senza il mio compagno, senza vederne l’espressione felice, senza essere sopraffatto a mia volta dal colore, dagli odori, dalla bocca elegante e morbida.

Con la stessa spinta ondosa del Douro, gli odori e i sapori del vino mi traghettano con sé sui lenti barcos rabelos, fin quasi a un oceano di gioia. A chi voglia gustarselo, suggerisco di rinunciare al piccolo calice tipico di Oporto e di sceglierne uno più grande, di quelli per vini rossi maturi. L’impatto con l’alcol sarà più morbido e il piacere maggiore. Di frutta rossa in composta e di un’insospettabile nota quasi agrumata che si fonde con un sospiro balsamico (cioccolato alla menta), di nocciole tostate ad accompagnare un ventaglio inesauribile di terziari: il legno su tutti, naturalmente, ma anche tabacco, cacao, spezie scure, liquirizia.

Bisogna che riposi nel calice per sfoderarli tutti. Gli odori non si susseguono in fila indiana, bensì vengono sempre accompagnati, in armonia a due, a tre, in una rincorsa continua e in un’elegante performance di danza contemporanea: energica, sensuale. Quando la bottiglia sarà aperta da un po’, si presenteranno con più disciplina, ma al primo impatto ricondurresti la ricchezza aromatica più all’esuberanza di un ventenne che a un vino di tale invecchiamento. Parliamo, certo, di grande morbidezza: zuccheri, alcol e glicerina in primo piano, invadono la bocca, ma freschezza, sapidità e soprattutto tannini conferiscono una bellissima tessitura al sorso, specie in termini di persistenza (indimenticabile su un erborinato piccante).

Il Porto Graham’s di 20 anni è un vino lunghissimo, la ricchezza aromatica si dissolve come in un sogno a occhi aperti, una scena che confluisce nell’altra, come riattraversare nella penombra familiare il lungo corridoio ombroso di una vecchia casa in un tardo pomeriggio estivo, con la porta che si chiude infine dietro le spalle sul velluto sciropposo di un “bambino felice”.

Graham’s

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