Arianna Occhipinti, Natural Woman

(357 parole)

Arianna Occhipinti - Natural Woman. La mia Sicilia, la mia vita, la mia passione - FandangoC’è chi imprime il proprio nome su un prodotto per suggellarlo con l’autorevolezza di un marchio, con una tradizione riconosciuta. Arianna Occhipinti no: lei racconta che quel vino, quella bottiglia è il suo corpo. Lì – chi volesse – può conoscerla nel legame con la terra, la Sicilia sudorientale. Nipote di un noto produttore di vini di Vittoria – Giusto Occhipinti, la “O” dell’acronimo COS – e laureata in Enologia a Milano, Arianna Occhipinti è una persona che sa osare, giocarsi le proprie idee senza barare. Dalle pagine della sua precocissima autobiografia, Natural Woman (2013Fandango) emerge il temperamento di un’imprenditrice innamorata della terra, delle viti, del vino.

Il racconto viene collocato  in una data precisa: il 18 agosto 2012, ovvero l’indomani del compimento dei 30 anni, in una mattina di veglia precoce, mentre amici e parenti ancora dormono. La vendemmia si avvicina, ma la narratrice si è concessa una festa che è come una resa dei conti: nomi e cognomi si avvicendano in un dialogo intimo e liberatorio, dove spesso fa capolino la seconda persona. Altrettanto urgente, però, sembra l’esigenza di ritrarre i protagonisti, impossessandosene e plasmandone la figura, di una storia al cui interno Arianna Occhipinti traccia una parabola di successo e la sua identità. Ora e domani ci saranno la sua terra, le sue vigne, le sue scommesse, il vino che riuscirà a fare, il suo orgoglio, e soprattutto la donna che ne è nata.

Un appassionato di vino riconoscerà i protagonisti di un’enologia affermata e percorsa da vibrazioni contrapposte, al cui nucleo sta la naturalità del vino e dell’essere umano. Approcci diversi a confronto, che forse si spiegano meglio con l’inglese (più concreto, meno accademico) winemaking, a indicare un approccio diretto con la produzione del vino, ma anche e soprattutto con l’idea che la sostiene. I legami che tesse Arianna Occhipinti si stabiliscono come una rete internazionale i cui nodi siano indissolubili dalla terra a cui il vino si radica (nel suo caso, una solare e indimenticabile Sicilia). Non si può negare la convinzione dell’autrice di essere nel giusto: ma questo è proprio ciò che ci si aspetta da un produttrice seria, onesta, irrequieta e determinata. Una lettura stimolante e interessantissima.

Arianna Occhipinti

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