Lagavulin 16 y.o.

(222 parole)Lagavulin 16

Dei grandi classici entry level di Islay, il Lagavulin 16 y.o. è uno dei più celebri e amati. Difficilmente un curioso ha potuto farne a meno, al punto che rappresenta la quintessenza di torbati con un rapporto ragionevolet tra costo e successo.

Giallo dorato carico, con piacevolissimi lampi rugginosi, all’aspetto setoso conforta per la sua luminosità. Al naso sorprende per la compattezza e l’intensità fruttata (frutta bianca ora fresca, ora più matura) del suo tenore alcolico, che una goccia (o mezza) di acqua fredda dissolve in un caleidoscopio di profumi: diventa allora un freschissimo campo di fiori in primavera, il tappeto ideale di un pic nic dove pregusti già il dolce e l’amore (ma ricorda che il dolce fa ingrassare).

La vaniglia leggerissima si sposa con un agrumato maturo, polposo, quasi candito e zuccheroso, che scivola nella bocca con la sensualità di un’altra lingua (o di un altro idioma). Avvolgente e perfino adesivo, riempie la bocca senza lasciare mai il naso e scivola ardendo: ha quel tono speziato e quasi piccante che rende il suo gusto più preciso, netto, senza compromessi o eccessive sfumature oniriche. Lascia sulla gola, in chiusura, perfino l’amaro di una mandorla dimenticata in bocca e chiude in bellezza una parentesi aperta con del cioccolato fondente.

Gli do 90, solo perché altrimenti poi mi dicono che sono fazioso. (E lo sono.)

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