Paolo Monelli, O.P. – Il vero bevitore

(340 parole)

Ho scoperto quest’arguto gioiello grazie a Mario Soldati, che lo cita spesso. Il vero bevitore di Paolo Monelli è un libro squisitamente italiano, fatto di quell’orgoglio aristocratico e virile che tanto a lungo attraversa certa nostra letteratura del ‘900. Pubblicato nel 1963 da Longanesi e quasi introvabile nella sua versione originale, ne ho letto con gran godimento personale l’edizione tascabile del 1971.
Paolo Monelli - Il vero bevitore
In copertina, l’editore parla di un libro su Come impossessarsi dell’arte di bere il vino, ma a dire Monelli fa un discorso a tutto campo sugli alcolici e traccia via via dei profili umani, stabilendo una gerarchia di sorta tra il vero bevitore e chi invece non regge l’alcol o ne fa un uso scorretto. In dodici capitoli, l’autore si sofferma sulle diverse tipologie di bevande, cercando di proporre un ventaglio di possibili proposte e inserendo ciascuna in un racconto organico della società italiana (e internazionale) del secondo dopoguerra.

Militare per vocazione e letterato di ottima formazione, Paolo Monelli si offre al lettore con l’auctoritas dell’uomo tutto d’un pezzo, che può guardare con la dovuta superiorità a fatti e persone degne del suo ingegno. L’uomo è ciò che beve, nella misura in cui lo beve – esattamente come è ciò che fa, nella misura in cui lo fa. Immersa in una cultura altoborghese e gentiliana, questa voce narrante non si fa scrupolo di entrare a gamba tesa nel racconto del vino e del whisky e dei cocktail con graffiante snobberia un po’ maschilista d’altra èra, intelligente e in fondo godibilissima.

Paolo Monelli si offre al lettore in una specie di autobiografia liquida, con interminabili note, a loro volta splendide digressioni su una vita che non c’è più e che noi possiamo indovinare solo tra una pagina e l’altra, tra un bicchiere e l’altro, tra un ritratto e l’altro; si affacciano dalle pagine di questo Optimus Potor autori più o meno canonici, vini ormai fuori dal grande mercato o ancora più in voga, nobili e bellissime ragazze e galantuomini sempre pronti a godersi uno splendido calice e a offrire la loro compagnia.

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