Vinitaly 2017

(367 parole)

Un Vinitaly è un gioco di resistenza. Già trovare posto in aereo, in albergo, in autobus o taxi. Poi non soccombere alla calca all’entrata. Ci devi proprio tenere. Senza considerare che, insomma, cominci a bere alle 9.30 del mattino e rischi di finire alle 18 senza accorgertene.  (Tu. Il tuo fegato magari fa qualche considerazione su quel che di strano sta accadendo.)

Vinitaly 2017Chiunque può partecipare, il punto è che devi avere le idee chiare su quel che si vuole. Tanto poi, Vinitaly è fatta per chi si perde. Lo spazio fieristico è enorme e un’organizzazione che sappia tenere insieme questo bailamme di visitatori merita comunque un plauso. Sia chiaro: i problemi ci sono – e, per esempio, le informazioni all’interno della fiera girano con molta difficoltà, non mancano indicazioni contraddittorie e snervanti contraddizioni; perfino i numerosissimi pannelli con le mappe sono ben poco esplicativi.

Però io ho trovato lo staff nella maggior parte dei casi di una gentilezza fuori del comune e, dato il numero di espositori e visitatori, dato il tasso alcolemico in giro per la Fiera di Verona, direi che le cose funzionano piuttosto bene. Certo, parliamo di una realtà “centrifuga” e dove manca un vero e proprio coordinamento d’insieme: scopri degustazioni e incontri quasi per caso e solo se hai un minimo di dimestichezza con l’ambiente (nel mio caso, la “dimestichezza” ha un nome e un cognome…). Da soli, ci si perde e si gira un po’ a vuoto.

Dìaltra parte, da persona che compie un percorso di crescita nel mondo del vino, direi che Vinitaly è comunque molto istruttivo: si fissano concetti, sapori, dati che altrimenti rimarrebbero confinati a una memoria libresca. Si conoscono produttori, degustatori più o meno curiosi o sicuri di sé, perfino alcuni arroganti. Ma alla fine ci sei tu con la voglia di scoprire e un intero mondo intorno. Io mi sono regolato così: o vini che conoscevo di aziende alle quali non mi ero mai avvicinato o vini che non conoscevo di aziende già “visitate”, in modo da potenziare le mie esperienze, ma allargarle poco alla volta.

È una scelta, cauta come sempre sono io. L’anno prossimo potrebbe andare diversamente. Magari divento più giovane e avventuroso, chissà. Sobrio no, sobrio mai.

Vinitaly

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