Oban 14 y.o.

(250 parole)

Respira lontano l’odore del mare: sale alghe vapore muschioso e caldo.
Amos Oz, Lo stesso mare

Intorno è tutto silenzio. UnOban 14yoa terrazza alta su una scogliera. Giù, forse, tra poco si cena. Seduto su una poltrona di vimini, mi godo il fresco della sera. Un altro indosserebbe un cardigan, io voglio sentire la pelle che un po’ vibra. Il mare è come le vertigini, ti ruota intorno. Lo sciabordio è sereno e i gabbiani che volano si tuffano al di sotto del mio sguardo.

La testa preme sul braccio sinistro, fin quasi a farlo addormentare. Con la destra tengo il bicchiere, non ho premura e non ho sete. Siamo io, quelle onde leggere e quest’odore interminabile e vano.

Il vento è fragrante di torba e di stuoie dimenticate qui vicino, di un corpo pulito e scivoloso. È la lentezza, il sorriso di un corpo appagato dal sesso e da un bagno al tramonto, senza ironia, con quel briciolo di seduzione che rimane dopo l’intimità.

E senti già la festa che altri preparano, la freschezza candita d’agrumi, la mandorla bianca, l’erba, il malto. Magari, se il whisky non m’ha già dato alla testa, il setoso massaggio di cioccolato bianco. E sarà anche l’ultimo ammiccante lampo di sole, lo stridulo richiamo dei gabbiani.

Ma è così, Oban 14 y.o. è un whisky dolce, un whisky del tramonto, quando altri, irrequieti ed elettrizzati, si preparano a tuffarsi in una notte di colori e umori che riconosci benissimo e condividi in un lungo sguardo.

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