Per ogni matematico (come degustare in poche note veloci)

(198 parole)

 

Una scheda di degustazione serve per registrare e per raccontare un’esperienza con quella pietanza o quella bevanda. Per mia esperienza, il degustatore dovrebbe impararla presto e bene per poi essere libero di variarla. E, va detto, dovrebbe padroneggiarne più di una, ma secondo determinati standard, il più condivisi possibile.

PallottoliereD’altra parte, perché la registrazione abbia un suo significato, ogni degustatore dovrebbe inventarsi e calibrare i suoi strumenti, valutarne lo scarto rispetto alle schede standard e così essere in grado di raccontare – e dunque colmare – la distanza tra i propri gusti e quelli di un interlocutore qualsiasi.

Se devo comunicare con il mio compagno, non ho bisogno di questi filtri e “adattatori”, esistono altre lingue; ma nel momento in cui mi appresto a elaborare una scheda è perché ho intenzione di (o, per mestiere, devo) comunicare quel vino, quel whisky, quella birra ecc., e le differenze rispetto ad altri.

Perciò, ogni degustazione corrisponde alla creazione di un linguaggio (e chi intraprende questo percorso sa quanto sia delicato e complesso “trovare le parole”). Il linguaggio nasce da precise relazioni, legami, nasce dalla memoria. Si tratta di affinare sensi e chiacchiericcio, inventarsi esercizi e strumenti di lavoro. Rimbocchiamoci le maniche.

Angelo Branduardi – Per ogni matematico

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